Le tecniche di respirazione – e tra queste quelle di respirazione diaframmatica – sono veramente fondamentali per consentire al nostro corpo e alla nostra mente di fare un salto evolutivo importante.

Non trovi significativo il fatto che, fisiologicamente, possiamo resistere senza cibo e acqua per giorni, ma senza respiro… solo per pochi minuti? I maestri sostengono che nel respiro fluisca il Prana, quell’energia vitale che alimenta la nostra componente energetica e spirituale. L’etimologia latina delle parole “respiro” e “spirito”, indica il gesto stesso del soffiare, quel soffio di vita e quello spirito che che Dio insuffla nella materia, per generarci e donarci la vita, quel primo atto con il quale veniamo alla luce.

La respirazione yoga che coinvolge il diaframma:

  • permette un’azione di massaggio e pulizia profonda degli organi interni;
  • favorisce un allenamento “insolito” della muscolatura addominale;
  • unita agli esercizi di risata, impedisce alle emozioni “negative” di avere ripercussioni sul corpo fisico;
  • unita alle visualizzazioni, permette una depurazione simbolica di stati psicologici pesanti;
  • lavorando sul terzo chakra e sull’elemento fuoco, consente un’incremento del livello di energia e di calore nel corpo, bruciando letteralmente ogni forma di impurità fisica, emotiva, mentale e spirituale.

Quindi, la profonda azione detox della sequenza yoga, con la respirazione diaframmatica che ti propongo nel video, è giustificata proprio da tutte queste azioni, che sono al contempo:

  • fisiche: per l’azione meccanica del diaframma,
  • simboliche: grazie all’utilizzo e stimolazione dell’elemento fuoco, che tutto brucia e trasforma, riportando l’azione meccanica sui piani emotivo e mentale
  • energetiche e spirituali: il fuoco è un elemento alchemico in grado di “trasmutare il piombo in oro“; la trasmutazione non è un semplice processo di “distruzione” ma piuttosto di “raffinazione”, attraverso il quale gli aspetti più grezzi e pesanti vengono smussati ed espulsi e la nostra materia prima, energetica, viene sempre più raffinata, sublimata.

Indicazioni per gli esercizi di respirazione diaframmatica

Gli esercizi di respirazione diaframmatica non vanno improvvisati e non vanno forzati. Deve sempre valere la sacrosanta regola del rispetto di sé, prima di tutto. Pertanto, si possono provare e ci si deve assolutamente fermare un attimo prima di avvertire disagi (che possono consistere in affanno e vertigini). Se sei un tipo tendenzialmente molto sedentario, vacci cauto. Se invece hai già praticato gli asana, dovresti aver sviluppato sufficiente attenzione e consapevolezza per ascoltare linguaggio e segnali del tuo corpo, in modo da riconoscere per tempo i tuoi limiti. Ma la stessa cosa puoi averla sviluppata anche se non hai mai praticato yoga, attraverso altre pratiche come – per esempio – la corsa o la mindfulness. Ascoltati e agisci di conseguenza.

Il Pranayama nello “Yoga Sutra”

Nel testo “Yoga Sutra” di Patanjali (uno dei principali testi classici di riferimento del mondo yoga), il pranayama è il quarto degli otto stadi indicati nel percorso evolutivo. Segue quello degli Asana (le posture yoga) e questo ci dovrebbe far riflettere sul fatto che il corpo ha bisogno di essere in qualche modo preparato a gestire il Prana; e, attraverso il corpo, anche la mente deve essere allenata ad una maggiore consapevolezza e presenza nel corpo stesso, che è il nostro indubbio veicolo di esperienza. In questo senso, gli esercizi di respirazione non vanno improvvisati ma seguono un percorso logico di “allenamento”.

Gli otto passi di Patanjali

Yoga Sutra sviluppa un percorso denominato Ashtanga (da non confondersi con la pratica di yoga dinamico denominata Ashtanga Yoga), da “ashta” = otto + “anga” = tappe o passi. Te li riporto, giusto per avere un minimo di conoscenza in merito.

  1. YAMA – autocontrollo nella vita sociale. Cinque “comandamenti morali” che regolano la condotta dello yogi nella vita sociale: non-violenza, sincerità, onestà, equilibrio nel sesso e mancanza di avidità
  2. NIYAMA –  Cinque regole di condotta individuale per migliorare sé stessi: pulizia, contentezza, austerità, studio dei testi, devozione
  3. ASANA – Posizioni
  4. PRANAYAMA – Controllo del respiro e delle energie vitali
  5. PRATYAHARA – Astrazione, ritiro dei sensi dall’esterno al mondo interiore
  6. DHARANA – Concentrazione, la focalizzazione ferma dell’attenzione in un solo punto o, in altre parole, su un solo oggetto di meditazione
  7. DHYANA – Meditazione, rappresenta la fase in cui la concentrazione diventa stabile ed ininterrotta
  8. SAMADHI – Contemplazione, estasi, esperienza di unione (col “Divino” o il “Tutto”)

Il Video con i 3 esercizi di respirazione diaframmatica

BHASTRIKA PRANAYAMA

Il respiro del mantice. Il movimento consapevole dell’addome, che entra ed esce in maniera ritmica e leggermente forzata, funziona proprio come un mantice che soffia aria su una fiamma. Ricordiamo che andiamo a stimolare e utilizzare l’elemento fuoco! Ricorda che sono “attivi” entrambi i movimenti, sia l’inspiro che l’espiro. L’espirazione dalla bocca attraverso il suono “pah” dovrebbe facilitarti la presa di consapevolezza del diaframma e del tipo di movimento da attivare.

SIMHASANA PRANAYAMA

La respirazione del leone è una delle pratiche yoga più divertenti, soprattutto perché viene di solito proposta in modalità seriosa, quando praticamente a tutti scappa da ridere! Se scappa anche a te, ridi e passa all’esercizio successivo 😉. Nell’hasya yoga, questo esercizio di respirazione è stato modificato e reso ancora più divertente e interattivo, perché i partecipanti alla sessione devono letteralmente ruggirsi in faccia quando si incontrano e… ovviamente scoppiano a ridere! Lo scopo è quello di buttare fuori tutta l’aria dai polmoni e di liberarsi, in particolar modo, dei vissuti di rabbia e frustrazione o di quelle situazioni che risultano “di difficile digestione”.

HASYA YOGA PRANAYAMA

La risata, tecnica principale dello yoga della risata, è uno dei pranayama che prediligo. Semplice ed efficace. Quando ridi l’espirazione dura molto più a lungo dell’inspirazione: in questo modo ottieni l’obiettivo cui le tecniche di pranayama ambiscono. Per comprendere e approfondire questo dettaglio fondamentale, ti consiglio di vedere questo video; il Dottor Madan Kataria in persona, medico e fondatore dello yoga della risata, illustra come funziona il ricambio d’aria nei nostri polmoni e perché pranayama in generale e risata in particolare sono esercizi yoga molto importanti.

Tutti, almeno una volta nella vita, abbiamo riso. Forse non ce lo ricordiamo, ma da bambini ridevamo un sacco, anche senza ragione. Ma il nostro corpo ha una sua memoria e, lui, se lo ricorda. Ecco che ridere, come se fosse un banale esercizio fisico, dicendo semplicemente HO-HO-HA-HA, con questa acca sospirata che ci permette di attivare il movimento del muscolo diaframma, riattiva la memoria del nostro corpo e, con essa, risveglia la capacità di ridere, anche quando non ci sarebbe nessuna ragione per farlo.

Il corpo non può distinguere tra una risata autentica e una indotta. Attraverso questo esercizio reagisce fisiologicamente allo stesso modo, come se la risata fosse autentica. Il corpo rilascia, così, quegli ormoni che nell’ambito chiamiamo “joy cocktail” – il drink della gioia. Dopamina, serotonina, endorfine, ossitocina… aumentano, a fronte di una riduzione dei livelli di cortisolo, noto ormone dello stress. Credo davvero che una sana risata, soprattutto di questi tempi, potrebbe salvarti la vita!

Se vuoi conoscere altre mie considerazioni sullo yoga della risata, leggi questo articolo.

Ora non ti resta che provare questi esercizi e sperimentarne direttamente gli effetti. Che questa pratica yoga possa donarti beneficio! Namasté 🙏

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