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Da insegnante di Yoga, devo dire che ho appreso ben presto l’importanza dello Yoga Nidra ed è una pratica che ripropongo con regolarità in tutti i miei corsi, sessioni di yoga della risata comprese.

Ho anche potuto constatare – attraverso i feedback che ricevo dai miei allievi – che, dopo la formazione con il Laughter Yoga Teacher Training, la mia sensibilità nella conduzione si è ulteriormente raffinata, nel senso che riesco ad intuire meglio a quale fase della pratica dare maggiore spazio, a quale visualizzazione ricorrere e con quale modalità concludere.

Rispetto all’inserimento all’interno di una sessione di Yoga della Risata, ho sperimentato che lo Yoga Nidra è perfetto:

  • al termine di una sessione serale, quando si smuovono tante energie e dobbiamo permettere a tutti di tornare a casa in una condizione di equilibrio e relax, facilitando un sonno ristoratore; diverse persone che non riuscivano a prendere sonno quando la conclusione avveniva con la grounding-dance o con l’humming, hanno tratto invece enormi benefici dalla chiusura col Nidra;
  • quando alla sessione partecipano persone nuove, perché la potenza atavica della risata si può scontrare con modelli interni profondi e mai messi in discussione, causando un vero e proprio sconvolgimento; lo Yoga Nidra permette di “lasciare andare” i giudizi verso se stessi e le tensioni e, sappiamo, agisce anche qualora le persone dovessero addormentarsi, proprio al livello di quell’inconscio che ha subito un forte scossone;
  • quando si prende atto che, nel corso della sessione, sono emerse tematiche profonde e/o sono avvenute delle fasi di catarsi (sia individuali che collettive); lo Yoga Nidra può consolidarne felicemente gli effetti.

Mi preme sottolineare quanta “responsabilità” abbia il Leader/Teacher nella conduzione e quanto sia indispensabile allenare, attraverso la pratica personale e la conduzione delle sessioni, le proprie capacità di osservazione, ascolto, intuizione.

Per quella che è la mia esperienza, posso dire che la pratica quotidiana della risata incondizionata – abbinata ad altre discipline “dolci” (dalla semplice passeggiata a sequenze di Asana e di Taijiquan), ad esercizi di Pranayama e alla meditazione (bastano anche piccoli momenti al giorno) – ha fornito un potenziale formidabile in più alle mie capacità, ha sciolto “magoni”, mi ha caricato di autostima e permesso di fare cose che fino a poco tempo fa avrei creduto inconcepibili, come:

  • organizzare e condurre in prima persona conferenze pubbliche ed iniziative aperte alla cittadinanza,
  • gestire un club della risata, in una cittadina della Val Padana che non è certo rinomata per la sua apertura mentale,
  • dare vita (dopo infiniti tentennamenti dovuti a paure e manie di perfezionismo e grazie all’aiuto instancabile di mio marito) all’Audioguida (di cui trovate i Link nella Home), nonché a questo stesso sito!

 

Io credo sia meraviglioso che esistano tante tecniche e pratiche per il benessere, antiche e moderne, credo nella loro sinergia e integrazione.

Credo anche che conoscere diversi tipi di pratiche/tecniche consenta una selezione delle migliori da proporre, in funzione delle persone che ti trovi davanti e dei contesti o delle situazioni che si stanno vivendo.

Tendenzialmente, non credo che esista una sola e unica pratica o disciplina, qualsiasi essa sia, come via per la “guarigione”, la “salvezza” o “l’illuminazione”: siamo in tanti al mondo e troppo diversi, ognuno con le sue chiavi d’accesso, le sue dinamiche, le sue inclinazioni che cambiamo costantemente nel tempo, per cui quello che oggi è perfetto, domani potrebbe non esserlo più.

Quello che sicuramente ho potuto constatare dello Yoga della Risata è:

  • innanzitutto che è Yoga = Unione, cioè essere nel qui-e-ora allo stato puro, perché nel momento in cui ridi (non importa se hai iniziato a ridere “per scelta” o spontaneamente) sei completamente preso dalla risata, sei obbligato a viverla, ad osservare, ascoltare e accogliere gli stati d’animo che emergono “adesso” e non hai tempo, non hai spazio per dedicarti ad altro, pensieri o paturnie che siano;
  • che il fondatore Dr. Madan Kataria – che ho avuto l’onore di conoscere personalmente – sa perfettamente cosa sono lo Yoga, il Pranayama e la Meditazione e sta divulgando sempre più strategie per inserire consapevolmente queste tecniche all’interno delle sessioni (questo lo dico soprattutto per i fautori dello Yoga “serio”, che ci mettono un istante a demolire tutto ciò che non è “tradizionale”);
  • che la risata, a differenza di un Asana o una qualsiasi altra pratica, o delle tecniche di respirazione/meditazione, fa già parte del bagaglio di esperienze di ognuno e, a volte, basta “semplicemente” ricordare come si fa (corpo, emozioni e mente se lo ricordano sempre!); quello che voglio dire è che tutto si può imparare ma la risata è innata: quindi, mentre servono anni per padroneggiare certe discipline che, peraltro, non fanno parte della nostra cultura, il processo di re-imparare a ridere è indubbiamente più semplice, rapido, e più alla portata di tutti. E tutti hanno il diritto di essere felici.

 

Ragionando per metafore:

  • nello Yoga “tradizionale” abbiamo un ricercatore solitario che ha l’obiettivo di raggiungere la vetta della montagna davanti a sé e sceglie di percorrere la strada più ripida ed avventurosa;
  • nello Yoga della Risata il ricercatore ama la buona compagnia e, per raggiungere la stessa vetta, sceglie di percorrere coi suoi amici una bella strada panoramica, con lo scopo di godersi al meglio il viaggio, gioire di tutto ciò che incrocia sul cammino e di poter condividere l’esperienza (perché, si sa, “la felicità è reale solo quando è condivisa”).

Nessuno può giudicare quale percorso sia migliore. Probabilmente dipende dalla nostra indole nel “qui-e-ora”. Probabilmente i percorsi ogni tanto si incrociano e possiamo scegliere di cambiarli.

Non illudiamoci, però, che praticare Yoga della Risata, sia una passeggiata: è tanto semplice quanto profondo. Le prove, le difficolta, i magoni da sciogliere, i momenti duri in cui è necessario sondare anche i propri abissi arrivano sempre, così come accade in qualsiasi altro percorso di consapevolezza. E quando arrivano vuol dire che siamo pronti ad affrontarli. Con la profondità e la leggerezza di una risata incondizionata!

Grazie a Madan e Madhuri Kataria per la scoperta e divulgazione di questo mezzo, semplice e profondo, per portare gioia e pace nel cuore di ognuno e rendere il mondo migliore.

Grazie a Lara Lucaccioni, che è comparsa sul mio cammino quando ero pronta ad accogliere la risata come pratica interiore.

Grazie a tutti i miei compagni di viaggio, gli altri Leader e Teacher di Yoga della Risata che, ognuno con la sue sensibilità e peculiarità, mi insegnano ogni giorno qualcosa di nuovo e diffondono con cuore e coraggio la risata incondizionata.

 

 

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