QUANDO ARRIVA LA PRIMAVERA. 3-MEDITAZIONE LUCE/FUMO NERO

da | Mar 26, 2017 | Meditazione, Yoga | 0 commenti

Continuo con i consigli su pratiche di meditazione – semplici ma efficaci – da applicare alla passeggiata, per renderla consapevole e profondamente rigenerante. Sfruttiamo le belle giornate di primavera per uscire e sentirci parte della natura e dell’Universo Infinito!

Per evitare che la mente se ne vada a spasso con pensieri incontrollati – anziché rimanere con me, nel “qui-e-ora” – devo fornirgli degli ottimi strumenti di ancoraggio e questa meditazione ne è un esempio.

Dopo aver portato l’attenzione sull’aspetto fisico dell’aria che attraversa le narici e sull’appoggio i miei piedi a terra (di cui parlo nel video 1), una delle tecniche che applico con maggior frequenza è quella di visualizzare il respiro come un circuito che mi libera da pesi e tensioni e che mi rigenera a fondo.

Questa meditazione praticata in mezzo alla natura diviene oltremodo potente, perché mi rende consapevole dello scambio che avviene costantemente tra me e tutto ciò che – per effetto del cosiddetto Velo di Maya – appare separato da me. In pratica mi fa sentire parte integrata nell’Universo, magari piccola, sì, ma fondamentale.

 

Vediamo la tecnica della meditazione nel dettaglio

Cerco di dare un ritmo alla mia passeggiata, di contare il numero dei passi e di regolarizzare il respiro, in modo da avere gli stessi tempi di inspirazione e di espirazione.

Attraverso ogni espirazione visualizzo, percepisco, sento uscire fumo nero dalle narici e dalle piante dei piedi. Il fumo nero raccoglie ogni tensione, disagio, problema fisico, emotivo, mentale e spirituale… e tutto quello che rende la mia vita troppo pesante, di cui non ho più bisogno e che decido con determinazione di lasciare andare, qui e ora. Cerco di accorgermi di tutte le caratteristiche di questo fumo: se assume delle forme particolari, se ha un particolare odore, se produce suoni, se è intenso o rarefatto, quanto è scuro e se assume sfumature di altri colori, come si allontana da me.

È importante lasciare emergere e accogliere senza giudizi e senza attaccamento ogni dettaglio (sensazioni fisiche, emozioni, pensieri) . E non mi preoccupo se i dettagli che emergono durante la pratica dovessero differire dalle indicazioni di base (per esempio vedo fumo colorato anziché nero), perché raccontano qualcosa di me, qualcosa di profondo.

Non si tratta di essere allucinati o visionari, ma di attivare tutti i nostri sensi e le nostre percezioni, di diventare più consapevoli anche degli “aspetti sottili” e sfruttarli a nostro vantaggio.

Immagino la Madre Terra come una spugna che assorbe questo fumo, lo porta nel centro dove lo trasforma e purifica tra altissime temperature. I miei pesi, trasformati, ritornano ed essere energia, che la Madre Terra mette di nuovo a disposizione di tutti gli Esseri Viventi.

Attraverso ogni inspirazione mi riempio di luce divina, dorata, che mi porta la guarigione e la salute, la pace, la gioia, l’amore, la verità, la purezza… e tutto quello di cui sento il bisogno, nella mia vita e nel profondo di me.

Questa meditazione è ideale per lasciare andare paure, frustrazioni, sensi di colpa, ansie e preoccupazioni, stress, tristezze e dolori, rabbie e rancori, senso di ingiustizia e inadeguatezza

La cosa importante è che questa meditazione dovrebbe effettivamente aiutarmi a riconoscere che non sono (ancora) uno stinco di santo, che queste emozioni mi possono appartenere, ma che sono di passaggio e che posso (anzi devo) liberarmene, se desidero evitare che mi facciano stare male o che compromettano il mio stare nel mondo.

Consiglio di iniziare la meditazione con l’espirazione: prima riconosco i miei “demoni” e me ne libero; quando ho fatto spazio, allora posso andare a riempire con la luce!

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