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Quanto conta l’ ATTITUDINE con la quale fai le cose?

L’ attitudine potrebbe sembrare una piccola cosa ma può fare enormi differenze e condurti a risultati inaspettati.

Qualsiasi sia la nostra pratica quotidiana, è fondamentale farla con attitudine gioiosa, è opportuno trovare strategie per scovarla e coltivarla. 

Ogni tanto mi capita di tenere lezione a persone che si sentono arrabbiate, impazienti, ipercritiche, deluse, convinte di doversi difendere da tutto e da tutti, perché “gli altri” sono egoisti, cattivi, approfittatori.

Il mio invito è sempre quello: portare la consapevolezza all’attitudine con la quale ci si approccia alla pratica e osservare l’espressione del volto; ascoltare il respiro per renderlo più consapecole e profondo; accennare un delicato sorriso e portare questo sorriso nel cuore. La cosa, a volte, è tutt’altro che semplice!

Puoi immaginare cosa accade quando mantieni questa attitudine “inquieta” durante una pratica meditativa, nella quale sei portato a entrare in contatto con il tuo mondo interiore?

Sei obbligato a fare i conti con una delle leggi cosmiche, racchiusa nel motto “come dentro, così fuori”Sei portato a vedere, sentire, intuire e comprendere che è il modo in cui vedi il mondo a creare il mondo che vedi. Il mondo esteriore è il tuo specchio!

Può essere una dura lezione, quando arriva questa consapevolezza. Non puoi più lamentarti di come vanno le cose dal momento che ne sei, almeno in qualche misura, artefice e responsabile con la tua attitudine. Scopri che tu stesso possiedi quelle componenti di egoismo e cattiveria che giudichi negli altri ed è poco simpatico fare i conti con una immagine di sé tutt’altro che perfetta.

Ma come fare a ritrovare e mantenere quell’ attitudine gioiosa del cuore, con la quale si consiglia di praticare? Quell’ attitudine che poi dovrebbe farti sentire in pace e stamparti un sorriso serafico sul volto?

Ho ragionato su alcune strategie che io stessa metto in pratica e oggi te ne propongo una prima parte.

Mentre da qui puoi accedere alla seconda parte, che ti fornisce validi antidoti al perfezionismo e al giudizio.

 

Fuori la LAMENTELA, spazio alla GRATITUDINE!

La lamentela è un meccanismo perverso che continua a focalizzare l’attenzione sulle cose che non vanno, nasconde inconsciamente insicurezze, difficoltà, manipolazione degli altri e vantaggi secondari, inoltre danneggia i neuroni tuoi e di chi ti ascolta. Quindi smettila!

Per ritrovare la tua attitudine gioiosa, sostituisci la lamentela con la gratitudine, ricominciando dalle piccole cose.

1. Gratitudine è una forma di scambio: dire, semplicemente e di cuore, “grazie” a chi fa qualcosa per te.

2. Gratitudine consiste nel saper riconoscere ciò che si ha. 

  • Ringrazia e gioisci ogni mattina perché ti svegli. Sì, lo so, che questo vuol dire che dovrai affrontare anche la solita routine, il lavoro, persone che non ti piacciono ma… sei vivo! pensi sia poco?
  • Ringrazia e gioisci ogni sera per 3 cose che, durante la giornata, ti hanno dato un brivido, un sorriso, un po’ di sollievo o magari gioia pura e precisa il perché: questo ti riabituerà a portare attenzione alle cose che hai, tutt’altro che scontate, e su quelle piccole cose che fanno davvero la differenza e che accadono in abbondanza ogni giorno. Questo è chiamato “l’esercizio delle 3 benedizioni”.
  • Ogni giorno scrivi un biglietto con la cosa più bella che ti è successa, ripiegalo e mettilo in un vaso. Nel tempo avrai un vaso pieno di cose felici a cui attingere per ricordarti quanto sei fortunato nei momenti di maggior sconforto. Questo esercizio è chiamato “il vaso della felicità”.

Grazie a Lara Lucaccioni che mi ha fatto conoscere questi esercizi e che ha scritto gli articoli di approfondimento che ti ho linkato!

Fino a qui abbiamo parlato di una gratitudine “passiva”, nel senso che deriva in risposta a fatti concreti realmente già avvenuti, dove tu sei “attivo” solo nella misura in cui li riconosci e reagisci positivamente ad essi.

3. Una forma di gratitudine “attiva” che necessità di un po’ più di impegno è quella del “Campo G.I.A”

Il termine è acronimo di Gratitudine Incondizionata Anticipata ed è stato coniato da Fabio Marchesi, di cui ti consiglio di leggere o vedere qualcosa, tipo questo video. Gratitudine è avere Fiducia che tutto ciò che accade è per il tuo bene supremo. Questo vale a prescindere dal tuo Credo: puoi avere Fiducia in Dio, qualunque sia il suo nome, negli Angeli, nell’Universo, nell’Energia o nell’Intelligenza Superiore… Questo vale a prescindere da ciò che accade: anche la più grande tragedia può essere una opportunità e le persone di successo ne sono frequentemente un esempio (Bebe Vio, Alex Zanardi…).

Si tratta di cambiare punto di vista e paradigma. Si tratta di ringraziare e gioire prima che le cose belle avvengano, perché si ha fiducia che avverranno e per attrarre ciò che di bello hai già immaginato. Quale miglior modo per rinforzare un’attitudine gioiosa?

Chi è razionale vive nel passato e ragiona per causa effetto: sono felice se accade una cosa bella. Se giochi d’anticipo, se inizi a stare bene prima, costringi la realtà a creare una cosa positiva.

Considerando la componente invisibile della realtà, sono gli intenti, le finalità future di ogni cosa e di ognuno che – interagendo tra loro – generano gli eventi presenti (principio di finalità).

Per ottenere il cambiamento, quello vero, non basta sapere le cose, bisogna anche metterle in pratica!  Sarei felice se, dopo esser giunto fino a qui e aver letto questi consigli, li provassi e mi dicessi come va.

Nel prossimo articolo ti darò altri suggerimenti, per coltivare la tua attitudine gioiosa imparando a lasciare andare il perfezionismo e il giudizio. Iscriviti alla newsletter per ricevere gli aggiornamenti n tempo reale!

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