ATTENTATI TERRORISTICI, RAID AEREI: COME SI FA A RIDERE, CON TUTTE LE BRUTTE COSE CHE ACCADONO NEL MONDO?

Dichiaro immediatamente le intenzioni di questo articolo: provocare una riflessione del cuore, capace di trasformare e andare oltre le comprensibili reazioni “di pancia” che possono emergere vedendo le immagini degli ennesimi attentati terroristici e dei bombardamenti degli ultimi tempi.

Non è un intervento buonista alla “peace&love” o “volemose tutti bene”, bensì la proposta – forse azzardata ma nella quale ho veramente fiducia – di un cambio di paradigma.

In queste situazioni rischiamo di chiuderci per paura, di pensare che il “mondo” è un brutto posto, che della “gente”, degli “altri” non ci si può fidare, che il “genere umano” sta combinando un disastro dietro l’altro.

Ma… io, tu, noi siamo la gente, siamo gli altri, siamo il genere umano, siamo il mondo; lo siamo per tutti gli altri che non ci conoscono e che generalizzano come facciamo tutti. E in questa moltitudine, ne sono certa, siamo molti di più ad ambire alla pace e alla gioia che non alla guerra e alla devastazione.

Ho ragionato sul contributo che io posso portare nel mondo, non con atti eclatanti, ma attraverso le piccole cose quotidiane.

Dunque, di fronte all’ennesima tragedia – che gode di visibilità e risonanza mondiale – dovrei abbattermi e disperarmi anch’io? Pensare che non posso più circolare libera e sicura perché qualche folle farà saltare in aria anche me? Che se ne fa, il mondo, di un’altra persona triste e spaventata? Che se ne fa se divento depressa, se rischio di ammalarmi più spesso, perché è questo che capita se mi lascio pervadere dalla paura e dall’ansia?! Così, mentre divento anche un costo sociale, aspetto che qualche potente ristabilisca l’ordine dall’alto?

In realtà, se mi guardo intorno e mi muovo al di là delle immagini proiettate dai telegiornali, io vedo ed entro in contatto con tante persone stupende, che si adoperano per ricercare il meglio di sé e condividerlo con gli altri, che non hanno paura di mettersi in gioco, magari di sbagliare, e quando succede chiedono scusa e si rimboccano ancora di più le maniche. Ci sono tante persone che vivono con dignità e coraggio, che si mantengono positivi, che promuovono progetti sociali e innovazioni, che fanno del bene, che realizzano se stessi senza prevaricare gli altri, che sono esempi positivi… ma che non hanno la stessa visibilità e risonanza delle immagini degli attentati terroristici trasmessi dalle TV e, quindi, noi non ne siamo informati.

Insomma, bisogna saperlo: non è vero che il mondo è uno schifo, è molto meglio di così e può essere ancora meglio se ognuno di noi, anziché soffermarsi sulle critiche esterne, comincia a lavorare sodo dentro di sé.

Smetto di dare la colpa della mia situazione al mondo là fuori e mi assumo la responsabilità di fare il possibile per me. Non significa mettersi le fette di salame sugli occhi ed ignorare ciò che accade fuori ma sapere obiettivamente che se non posso avere controllo sulle scelte degli altri, lo posso avere sulle mie. Non significa essere egoisti ma credere che se io ricerco e raggiungo la mia pace e la mia gioia contribuirò alla costruzione della pace e della gioia nel mondo.

Quando ridi cambi e quando cambi, il mondo cambia con te. Dr. Madan Kataria

Nel libro Lo Spirito Interiore della Risata il Dr. Madan Kataria descrive la Risata come una sorta di antidoto al terrorismo, un antidoto rivoluzionario e poco costoso che ognuno di noi può scegliere di assumere e di diffondere.

Scegliere deliberatamente di ridere, anche e soprattutto quando le cose vanno male, non è rifuggire dalla realtà, bensì prenderne atto, con la ferma volontà di affrontarla con coraggio (=azione del cuore) ed evitare di rimanere in balia degli eventi esterni, sui quali non possiamo avere il controllo.

Ma come fai a ridere con tutto quello che succede nel mondo?

Devo dire che le prime volte che mi veniva sollevata questa obiezione, magari accompagnata da uno sguardo di sufficienza, mi si attivava una sorta di senso di colpa, che è una gran brutta bestia e che, soprattutto nella nostra cultura cattolica, è sempre lì dietro l’angolo. Ma Io voglio, io devo mantenermi positiva. Io scelgo di dare risalto alle cose positive. E decido di lasciare andare i sensi di colpa.

Scegliere deliberatamente di ridere attiva il cosiddetto Spirito Interiore della Risata, del quale mai come in questi tempi abbiamo grande bisogno.

Lo Spirito interiore della Risata diviene un antidoto che agisce in termini di prevenzione, perché:

  1. è una forza potente che favorisce l’introspezione, sposta l’attenzione da fuori a dentro di sé;
  2. illumina la mente ed estrae tutto ciò che di buono esiste dentro ogni persona;
  3. dissipa i pensieri negativi e distruttivi attraverso pensieri positivi ed aiuta a vivere con maggiore sensibilità.

Lo Spirito interiore della Risata diviene un antidoto che agisce in termini di compassione e perdono, perché:

  1. aumenta la capacità di comprendere ed accettare sé stessi;
  2. attraverso la comprensione ed accettazione di sé, nella consapevolezza che non siamo perfetti, che abbiamo la nostra storia di difficoltà, le nostre debolezze e che anche noi possiamo sbagliare, diviene spontaneo accettare e comprendere gli altri per come sono;
  3. insegna a togliere il giudizio, ad essere più tolleranti ed amorevoli.

Attraverso queste comprensioni possiamo giungere a perdonare e dimenticare tutto ciò che è malvagio ed intollerante. Possiamo davvero abbattere ogni conflitto, ogni divergenza di opinioni. Possiamo arrivare, alla fine, alla pace e all’armonia, con sé stessi e nel mondo intero.

Provare per credere! Perché finché queste rimangono parole e non esperienza diretta, il cambiamento non può avvenire…

Nel libro, il Dr.Madan Kataria propone una bellissima MEDITAZIONE che, attraverso il respiro, crea una vicinanza profonda con vittime ed aggressori e “cura” il dolore che ne deriva.
Consiglio di sperimentarla dopo una sessione di risata alternata al silenzio (2 minuti di risata, 2 minuti di silenzio con consapevolezza sul respiro, per un totale di 10-20 minuti).

Ecco i passaggi della MEDITAZIONE

1. Proietto sullo schermo nero della mente le immagini delle VITTIME; dedico loro il mio respiro perché li raggiunga un po’ di conforto attraverso il mantello comune dell’Universo.
2. Poiché lo Yoga della Risata si basa sull’amore incondizionato, questo infonde la forza di respirare anche per gli AGGRESSORI: li proietto sullo schermo mentale e respiro perché luce e salute raggiunga le loro menti sconvolte.
3. Visualizzo la PACE, la GIOIA e l’ARMONIA tra tutti gli uomini.

Il pensiero crea. Se penso pace e gioia, divento pace e gioia, creo un mondo di pace e gioia.

Om Shanti